
A Milano aprono due nuovi mercati agricoli e torna un mercato storico. Ecco dove (e scoppia la polemica)
Il Comune di Milano ha dato il via libera all’apertura di due nuovi mercati agricoli dedicati alla vendita diretta dei prodotti da parte degli agricoltori.
Le nuove aree sorgeranno nel centro cittadino, tra via Verziere e largo Augusto, e in via Sacco, nella zona di De Angeli. Il mercato del centro sarà attivo il giovedì, mentre quello di via Sacco si terrà il martedì; entrambi resteranno aperti fino alle ore 14. La gestione sarà affidata al Consorzio agrituristico mantovano. La decisione, approvata dalla giunta comunale, ha però suscitato un acceso dibattito tra le associazioni di categoria.
I due nuovi spazi commerciali saranno avviati in forma sperimentale per un periodo di due anni. Con questa iniziativa il numero complessivo dei mercati agricoli presenti a Milano salirà a dodici. Gli altri punti di vendita diretta sono già distribuiti in diverse zone della città, tra cui piazza Sant’Eustorgio, via Ansperto, piazza San Nazaro in Brolo, piazza Santa Francesca Romana, piazza Santa Maria del Suffragio, via Lomellina, l’area tra via Ripamonti e via Ferrari, piazza Berlinguer, piazza Gramsci e piazzale Principessa Clotilde.
L’amministrazione comunale considera questi mercati uno strumento importante per rafforzare il legame tra il contesto urbano e il territorio agricolo circostante. Milano, infatti, è considerata uno dei principali comuni agricoli italiani e punta a valorizzare la propria tradizione rurale attraverso iniziative che favoriscano la filiera corta e il consumo di prodotti locali. Secondo Palazzo Marino, tali mercati contribuiscono a sostenere le aziende agricole del territorio, incentivano un commercio di prossimità e promuovono modelli alimentari più sostenibili e attenti alla qualità dei prodotti.
Particolarmente significativa è la scelta di riportare un mercato nell’area del Verziere. Questo luogo rappresenta infatti una parte importante della storia cittadina: per secoli fu uno dei principali centri di scambio tra Milano e il mondo agricolo, fino alla scomparsa dello storico mercato ortofrutticolo all’inizio del Novecento. Il nuovo progetto viene quindi interpretato anche come un recupero simbolico di una tradizione profondamente legata all’identità della città.
Ma l’iniziativa non è stata accolta positivamente da tutti. L’associazione degli ambulanti aderente a Confcommercio ha espresso una forte contrarietà, chiedendo il ritiro della delibera. Secondo i rappresentanti della categoria, il sistema previsto per i mercati agricoli consentirebbe di utilizzare spazi pubblici senza le stesse procedure richieste agli operatori ambulanti tradizionali. La critica principale riguarda il fatto che, a loro giudizio, verrebbero aggirate norme e obblighi che invece i commercianti su area pubblica devono rispettare per ottenere e mantenere le concessioni.
Gli ambulanti temono inoltre che questa modalità possa creare una disparità di trattamento e influire negativamente sui mercati settimanali già esistenti. Per questo chiedono che le regole siano applicate in modo uniforme a tutti gli operatori commerciali, indipendentemente dalla loro attività di origine, sostenendo che la concorrenza debba svolgersi all’interno di un quadro normativo identico per tutti.