
Attacco alla base di Ta’if: colpito un Eurofighter italiano – Le reazioni
Un Eurofighter Typhoon dell’Aeronautica italiana è stato danneggiato durante un attacco alla base militare di Ta’if, in Arabia Saudita, nella notte tra giovedì e venerdì. L’impianto, situato a circa 70 chilometri da La Mecca, ospita anche militari italiani impegnati nell’operazione Inherent Resolve. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha seguito l’evolversi della situazione e ha precisato che nessun militare italiano è rimasto ferito.
“Questa notte ho seguito personalmente, con la massima attenzione e in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, l’evoluzione della situazione in Arabia Saudita, e in particolare alla base aerea di Ta’if, che è stata oggetto di diversi attacchi e dove è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent Resolve”
Il velivolo, un F-2000, si trovava in una zona separata della struttura. Non risultano ulteriori danni alle infrastrutture o agli equipaggiamenti utilizzati dai militari italiani. Crosetto ha disposto una nuova analisi della situazione regionale, mentre le misure di protezione del contingente erano già state rafforzate.
L’episodio si inserisce in un quadro di crescente tensione. Gli Houthi, movimento yemenita sostenuto dall’Iran, hanno intensificato le azioni contro l’Arabia Saudita e recentemente hanno rivendicato l’abbattimento di un aereo saudita. Il gruppo controlla inoltre un’ampia parte della costa yemenita sul Mar Rosso e l’area dello stretto di Bab el-Mandeb.
Anche altri contingenti italiani nella regione sono stati coinvolti in episodi simili. A marzo un drone era stato colpito nella base di Ali al Salem, in Kuwait, mentre un attacco aveva interessato la struttura militare di Erbil, in Iraq, senza provocare feriti tra i militari italiani.
Dopo l’attacco di Ta’if sono arrivate critiche dalle opposizioni. I capigruppo M5S delle Commissioni Difesa hanno chiesto al governo di riferire in Parlamento, sostenendo che i rischi per il contingente fossero già stati segnalati.
“Da luglio chiedevamo al Governo un’informativa urgente sui rischi per i nostri quattrocento militari dell’Aeronautica schierati nella base saudita King Fahd di Taif, senza nessun coinvolgimento del Parlamento”