
Così la Russia recluta spie low cost e ragazzi disagiati per la ‘Guerra ibrida – Ecco di cosa si tratta
La Russia e gli «agenti monouso»: così la guerra ibrida passa dal web. Il reclutamento di persone comuni attraverso Telegram sarebbe diventato uno degli strumenti della cosiddetta guerra ibrida russa contro l’Europa. Un sistema a basso costo che punta su giovani, migranti e soggetti vulnerabili, coinvolti in operazioni che vanno dalla propaganda al sabotaggio. A raccontarne i meccanismi è un’inchiesta del New Yorker.
Tra i casi ricostruiti c’è quello di Bardadim, 17enne ucraino fermato in Lituania dopo aver recuperato una borsa contenente detonatori. Il ragazzo era stato contattato online e pagato per compiere azioni illegali. Dopo la fuga dall’Ucraina, motivata anche dalla volontà di evitare la leva, aveva cercato lavori occasionali in Polonia. Secondo gli investigatori, era finito così nella rete degli «agenti monouso», reclutati per singole missioni e spesso pagati in criptovalute.
Il fenomeno non riguarda solo l’Europa orientale. In Polonia alcuni reclutati avrebbero installato telecamere lungo le ferrovie utilizzate per trasportare aiuti all’Ucraina, mentre in Francia sono state realizzate azioni mirate a creare tensioni sociali. Altri episodi hanno coinvolto infrastrutture della NATO, sistemi informatici e linee ferroviarie. In Gran Bretagna, inoltre, sei uomini sono stati condannati per un incendio in un deposito di aiuti destinati all’Ucraina.
Secondo i procuratori, dietro numerosi casi ci sarebbe la G.R.U., l’intelligence militare russa. Il sistema permette di mantenere una distanza tra i vertici e gli esecutori, attraverso intermediari, reclutatori e coordinatori. «È una piramide», ha spiegato un funzionario della sicurezza polacca, descrivendo una struttura in cui ogni persona svolge un compito senza conoscere quello degli altri.
L’obiettivo, secondo gli esperti citati, sarebbe soprattutto alimentare paura, sfiducia e divisioni nelle società europee, mettendo in discussione il sostegno all’Ucraina. «persone vulnerabili, solitarie, emarginate» sarebbero tra i principali bersagli del reclutamento.
La strategia sarebbe inoltre favorita dall’espulsione di centinaia di diplomatici russi dopo l’invasione dell’Ucraina, che avrebbe ridotto la possibilità di utilizzare i tradizionali agenti sotto copertura. Gli «agenti monouso» consentono invece di limitare i costi e rendere più difficile risalire ai mandanti. Per gli investigatori, il rischio è che queste capacità possano essere utilizzate in futuro per operazioni sempre più gravi.