
Berrettini, la denuncia shock: “Al Roland Garros ho ricevuto minacce di morte dagli scommettitori” Cosa è successo
La vittoria ottenuta da Matteo Berrettini contro Stan Wawrinka agli US Open è stata oscurata da una denuncia che riaccende i riflettori sul lato più preoccupante del rapporto tra tennis e scommesse. In conferenza stampa, il tennista romano ha raccontato di aver ricevuto minacce durante l’ultimo Roland Garros, rivolte anche alla sua famiglia.
“Dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti”, ha dichiarato Berrettini, spiegando che suo fratello Jacopo era stato raggiunto sul telefono da messaggi minatori. Il motivo sarebbe stato legato alle puntate sulla partita di Matteo. “Ho vinto una partita e scrivevano cose del tipo: ‘Matteo è così scarso che, se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia’”. Gli episodi sono stati segnalati all’Atp e denunciati.
Secondo Berrettini, il fenomeno non coinvolge soltanto le stelle dei tornei più importanti. Il problema sarebbe particolarmente evidente nei Challenger, dove alcuni spettatori possono arrivare a disturbare gli incontri. “L’ho visto in particolare nei Challenger”, ha spiegato, sottolineando la difficoltà di impedire l’ingresso a persone potenzialmente problematiche. “Non è facile dire: tu puoi entrare e tu non puoi entrare, perché non sai come si comporteranno, ma qualcosa sicuramente va fatto”. Da qui la richiesta di interventi più incisivi: “Dovremmo creare una struttura più forte, non so, un comitato più forte per proteggere i giocatori”.
Quello denunciato da Berrettini non è un caso isolato. Nei mesi scorsi anche Lucrezia Stefanini era stata minacciata durante Indian Wells, mentre Mattia Bellucci aveva raccontato di pesanti insulti dopo una sconfitta. In passato episodi analoghi avevano coinvolto altri tennisti italiani e anche i loro familiari.
Il tema è ancora più delicato perché il betting ha assunto un peso crescente nel mondo del tennis anche sul piano commerciale. Berrettini, però, distingue tra scommesse e comportamenti pericolosi: “Personalmente non l’ho mai fatto in vita mia e non credo che inizierò a farlo, non mi piacciono i casinò, ma fa parte del nostro sport e molti soldi nel tour arrivano da lì”. E conclude: “Se viene fatto nel modo giusto, gestito in modo controllato e senza degenerazione del gioco legata alle scommesse, può anche essere qualcosa di divertente”.