
Incredibile ma vero – Ronaldinho torna a giocare in Italia. Il parere del medico: si può tornare in campo a 46 anni?
Ronaldinho potrebbe tornare a calcare i campi da gioco italiani a 46 anni, un’ipotesi che ha riacceso la curiosità di tifosi e addetti ai lavori.
L’ex campione brasiliano, che aveva concluso la carriera professionistica nel 2015, continua da anni a partecipare a eventi benefici e partite esibitive, mantenendo vivo il rapporto con il calcio. Ma un eventuale ritorno in un contesto agonistico solleva interrogativi sulle reali possibilità di competere ad alto livello dopo un lungo periodo lontano dalle competizioni ufficiali.
Ronaldinho giocherà il prossimo anno con il Ravenna, in serie C. Anche se il presidente romagnolo ha spiegato che il brasiliano scenderà in campo solo in rarissime occasioni.
Si può tornare a 46 anni?
Secondo il medico dello sport Alberto Maria Lanzone, ascoltato dalla Gazzetta dello Sport, la risposta non può essere uguale per tutti, perché dipende soprattutto dalle condizioni fisiche dell’atleta. Giocare a calcio a 46 anni non è impossibile: molte persone continuano a praticarlo in ambito amatoriale o in manifestazioni dedicate agli ex professionisti. Il discorso cambia però quando si parla di calcio competitivo, che richiede un’intensa preparazione atletica e controlli medici approfonditi.
Prima di tornare in attività, infatti, è indispensabile verificare lo stato di salute cardiovascolare, per escludere eventuali problemi legati all’età. Allo stesso tempo occorre valutare la funzionalità di muscoli, articolazioni e tendini, soprattutto se l’atleta è rimasto lontano dalle competizioni per molti anni. Chi ha continuato ad allenarsi regolarmente parte da una situazione più favorevole rispetto a chi ha ridotto drasticamente l’attività fisica.
Per Lanzone, il principale ostacolo non è l’età anagrafica, ma l’intensità richiesta dal calcio professionistico moderno. Una partita ufficiale comporta scatti, cambi di direzione, contrasti e movimenti esplosivi che sottopongono il corpo a stress elevati. Dopo dieci anni di assenza dall’agonismo, il rischio di infortuni muscolari o articolari aumenta sensibilmente, soprattutto nei momenti di maggiore intensità.
“Due persone della stessa età – conclude Lanzone – “possono avere condizioni fisiche completamente diverse. Per questo è fondamentale valutare il singolo atleta. Se dal punto di vista cardiovascolare e osteoarticolare è tutto nella norma nulla vieta teoricamente un ritorno in campo, ma dipende appunto da queste condizioni. A 46 anni un atleta ben allenato può certamente tornare a giocare. Personalmente lo sconsiglierei a livello professionistico, mentre lo considero assolutamente possibile in ambito amatoriale, nelle partite benefiche o negli eventi tra ex giocatori. È molto diverso divertirsi in campo rispetto ad affrontare una stagione di Serie A, Serie B o Serie C, dove le richieste fisiche restano quelle del calcio professionistico”.