
Inferno nelle Langhe, dopo i nubifragi e la grandine sui vigneti, proprio alla vigilia della vendemmia – La situazione
Un violento temporale ha colpito pochi giorni fa diverse zone del Cuneese, interessando prima il Roero e successivamente le Langhe. La perturbazione, caratterizzata da piogge molto intense, forti raffiche e grandinate, ha provocato allagamenti e possibili danni alle coltivazioni. Le aree maggiormente interessate comprendono Corneliano, Baldissero, Roddi e Serralunga.
Particolarmente significativo il caso di Roddi, dove sono stati registrati oltre 70-80 millimetri di pioggia in meno di un’ora. L’enorme quantità d’acqua caduta in un periodo così breve ha messo in difficoltà il deflusso, trasformando rapidamente strade e zone depresse in aree allagate. Il fenomeno è stato provocato da una supercella temporalesca, una struttura particolarmente organizzata che può generare precipitazioni torrenziali, grandine e venti molto forti.
La preoccupazione maggiore riguarda però il comparto agricolo, visto che il maltempo è arrivato a ridosso della vendemmia. Le Langhe stanno entrando nella fase conclusiva della maturazione dell’uva, anticipata quest’anno dalle temperature elevate. Grandine e vento possono provocare la rottura dei grappoli, danneggiare gli acini e compromettere parte della vegetazione. Al momento è ancora presto per stabilire l’entità complessiva delle perdite, che potrà essere valutata soltanto attraverso controlli nei singoli vigneti.
Situazione delicata anche per i noccioleti, altra importante produzione del territorio. La raccolta è prevista in anticipo e la stagione era già stata condizionata da caldo e scarsa disponibilità d’acqua. Una nuova grandinata potrebbe quindi aggravare le difficoltà degli agricoltori.
Il violento temporale riporta l’attenzione sul contrasto tra siccità e precipitazioni estreme che sta caratterizzando l’estate piemontese. Dopo settimane asciutte e temperature elevate, in pochi minuti può concentrarsi una quantità enorme di acqua, che spesso scorre rapidamente senza riuscire a compensare la carenza idrica accumulata. Ora si attendono le verifiche sul territorio per quantificare i danni alle colture e alle infrastrutture.