Stretto di Hormuz, 1.000 navi bloccate e 25 miliardi a rischio: l’allarme per l’export italiano

06/03/2026

Il quadrante geopolitico che unisce lo stretto di Hormuz al Golfo Persico è diventato improvvisamente il collo di bottiglia più costoso e pericoloso del pianeta. Secondo le stime più recenti ufficializzate dai Lloyd’s di Londra e dall’Organizzazione marittima internazionale, sono circa mille le imbarcazioni attualmente paralizzate in questa delicata area marittima. Il valore delle sole navi, escludendo il carico trasportato, sfiora l’astronomica cifra di 25 miliardi di dollari, mentre a bordo si contano ventimila marittimi e quindicimila passeggeri che vivono ore di estrema incertezza. Il conto presentato dal conflitto che vede contrapposti Stati Uniti e Israele all’Iran è dunque salatissimo per il settore dello shipping mondiale, con ripercussioni che arrivano a toccare direttamente anche gli interessi nazionali, data la segnalazione di una nave italiana attualmente ferma davanti al porto di Dubai. La gravità della situazione è sottolineata dal fatto che la metà di queste imbarcazioni trasporta beni primari per l’economia globale come petrolio, gas e prodotti raffinati.

Sebbene nei porti italiani non si registrino ancora convogli fermi in attesa di salpare verso il Golfo, il mutamento delle rotte è già una realtà operativa consolidata. Molti vettori hanno infatti scelto la via più lunga e costosa della circumnavigazione dell’Africa, passando per il Capo di Buona Speranza. Questo cambiamento ha eroso drasticamente la quota di export italiano che transitava su quella direttrice: prima delle tensioni la percentuale toccava il 40 per cento, mentre oggi siamo scesi a una forbice tra il 5 e il 10 per cento. Per le nostre imprese si tratta di un colpo durissimo, considerando che verso mercati floridi come quelli degli Emirati Arabi e dell’Arabia Saudita viaggiano prodotti ad alto valore aggiunto per un totale stimato tra i 20 e i 28 miliardi di euro. Davanti ai porti di Dubai e Jeddah sono ora bloccati macchinari di precisione, desalinizzatori, ma anche eccellenze del made in Italy come pasta, vino, marmi e alta moda, in una paralisi logistica che rischia di compromettere intere filiere produttive.

Le preoccupazioni non riguardano però soltanto le merci in uscita, ma anche e soprattutto gli approvvigionamenti energetici che alimentano il sistema Paese e le economie domestiche. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, ha lanciato un monito chiaro sulla necessità di proteggere le famiglie e le industrie dalle oscillazioni incontrollate dei mercati. Secondo il leader degli industriali «è un problema sia per le imprese che per le famiglie italiane. Bisogna bloccare le speculazioni finanziarie sull’energia, perché a una settimana dal conflitto i prezzi che noi vediamo sono improponibili». A questo allarme si aggiunge quello di Paolo d’Amico, esponente di spicco del settore delle navi cisterna, il quale teme che la chiusura di Hormuz possa mettere in ginocchio l’Europa per quanto riguarda il rifornimento di diesel. Gran parte delle nuove e più grandi infrastrutture di raffinazione si trova infatti proprio nel Golfo e, se queste dovessero fermarsi, il vecchio continente sarebbe costretto a cercare il carburante altrove con costi imprevedibili.

Il caos logistico è stato certificato anche dal settore assicurativo, che ha ufficialmente classificato l’area come zona di operazioni belliche. Questo status garantisce al personale di bordo diritti specifici come quello di rifiutare l’imbarco, ma ha scatenato un’impennata dei costi per gli armatori. Le tariffe assicurative per coprire navi, equipaggi e carichi sono aumentate del 400 per cento in pochi giorni, trascinando verso l’alto anche i prezzi dei noli. Una petroliera può arrivare a costare oggi oltre 400mila dollari al giorno per il solo noleggio. Nonostante l’escalation, la rotta rimane vitale poiché da essa passano quotidianamente 50 milioni di barili di petrolio e un quinto del gas naturale liquido mondiale, risorsa essenziale per l’Italia nel percorso di sostituzione del metano russo.

In questo scenario di altissima tensione, la sicurezza delle imbarcazioni italiane è diventata la priorità assoluta per il governo. Durante l’ultima riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza marittima è emersa la volontà di innalzare le misure di protezione ai massimi livelli possibili. Stefano Messina, presidente di Assarmatori, ha confermato che «è stata condivisa la proposta di mantenere gli attuali livelli di sicurezza marittima a bordo delle navi mercantili italiane che dovessero approdare nei porti di Israele e innalzarli al livello 3 nelle aree del Golfo Persico, senza pregiudicare le eventuali operazioni commerciali». Mentre si attendono le prossime mosse delle potenze internazionali e l’eventuale intervento della marina statunitense promesso da Donald Trump per scortare i carichi, l’economia marittima fa i conti con la lievitazione dei costi provocata dal blocco del traffico in un punto così strategico a livello globale per il trasporto del petrolio.

Ti è piaciuto l’articolo?

Condivilo su tutti i social e menziona Italy News 24 - Le notizie dall' Italia in tempo reale

Potrebbero interessarti

Borse in calo e petrolio in rialzo per la ripresa degli attacchi Usa in Iran

Borse in calo e petrolio in rialzo per la ripresa degli attacchi Usa in Iran

Il panorama finanziario internazionale si trova a fare i conti con una nuova ondata di instabilità geopolitica che ha interrotto bruscamente la relativa calma delle ultime settimane. Le crescenti frizioni tra gli Stati Uniti e l’Iran, unite al timore concreto per la fine dell’accordo bilaterale che aveva garantito una tregua al comparto energetico, hanno innescato […]

09/07/2026

Accise sui carburanti, scade lo sconto: ora benzina e gasolio sono più cari

Accise sui carburanti, scade lo sconto: ora benzina e gasolio sono più cari

A partire da oggi gli automobilisti italiani dovranno fare i conti con un rincaro al momento di fare rifornimento. Con lo scoccare della mezzanotte è infatti ufficialmente scaduto lo sconto sulle accise che era rimasto in vigore per quasi quattro mesi. Questa misura, che complessivamente tra riduzione dell’imposta e applicazione dell’Iva garantiva un alleggerimento di […]

04/07/2026

La Borsa di Milano svetta in Europa – E’ al primo posto per crescita nel continente, davanti a Londra e Madrid. La classifica

La Borsa di Milano svetta in Europa – E’ al primo posto per crescita nel continente, davanti a Londra e Madrid. La classifica

Nel primo semestre del 2026 Piazza Affari si è distinta come il mercato azionario più brillante tra le principali Borse europee. L’indice FTSE MIB ha registrato un progresso del 16%, superando nettamente gli altri listini del continente: Madrid si è fermata al 13%, Londra al 7%, Parigi al 5%, mentre Francoforte ha ottenuto un incremento […]

30/06/2026

L’Italia ha 4 regioni nella top 20 europea  – La Lombardia è una potenza, al 3° posto. La classifica

L’Italia ha 4 regioni nella top 20 europea – La Lombardia è una potenza, al 3° posto. La classifica

L’Italia si conferma tra le principali economie del continente grazie alla presenza di quattro regioni nella classifica delle prime venti aree europee per Prodotto interno lordo. A guidare il gruppo è la Lombardia, che con un PIL di circa 505 miliardi di euro conquista il terzo posto assoluto, preceduta soltanto dall’Île-de-France, che comprende Parigi, e […]

29/06/2026

Orsini: “Mentre noi discutiamo di regole, la Cina conquista i nostri mercati. Dobbiamo difendere industria e occupazione”

Orsini: “Mentre noi discutiamo di regole, la Cina conquista i nostri mercati. Dobbiamo difendere industria e occupazione”

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, lancia un nuovo appello all’Europa affinché adotti strumenti più efficaci per sostenere il sistema produttivo di fronte alla crescente competitività della Cina. Secondo il numero uno degli industriali italiani, mentre l’Unione Europea continua a discutere di regole e procedure, Pechino rafforza la presenza delle proprie aziende sui mercati internazionali […]

27/06/2026

Orsini (Confindustria) lancia l’allarme: “La Cina sta colonizzando i nostri mercati. O l’Europa ci sostiene oppure sarà il deserto industriale”

Orsini (Confindustria) lancia l’allarme: “La Cina sta colonizzando i nostri mercati. O l’Europa ci sostiene oppure sarà il deserto industriale”

Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha lanciato un duro allarme sulla situazione industriale europea, sostenendo che la Cina stia conquistando quote sempre più ampie dei mercati mondiali. Secondo Orsini, oggi Pechino rappresenta circa il 35% della produzione manifatturiera globale, superando complessivamente gli altri principali Paesi industrializzati. Per il leader degli industriali italiani, le politiche […]

23/06/2026

UE, Von der Leyen propone 450 miliardi di nuove tasse – E’ scontro con i Governi: cosa sta succedendo

UE, Von der Leyen propone 450 miliardi di nuove tasse – E’ scontro con i Governi: cosa sta succedendo

E’ scontro tra la Commissione europea e i governi nazionali sul futuro bilancio dell’Unione per il periodo 2028-2034. Al centro della disputa c’è la proposta avanzata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che punta a introdurre nuove entrate fiscali per raccogliere circa 450 miliardi di euro nell’arco di sette anni. L’obiettivo è aumentare […]

20/06/2026

La Bce alza i tassi di interesse al 2,25%. E’ la prima volta in 3 anni –  Ecco come tutelarsi

La Bce alza i tassi di interesse al 2,25%. E’ la prima volta in 3 anni – Ecco come tutelarsi

La Banca Centrale Europea ha deciso di intervenire nuovamente sul costo del denaro, aumentando i tassi di interesse di 0,25 punti percentuali. Si tratta del primo rialzo da quasi tre anni e arriva in un contesto segnato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dal conseguente aumento dei prezzi energetici. Con la decisione assunta dal […]

12/06/2026

Firmato l’accordo per il nuovo contratto dei dipendenti statali

Firmato l’accordo per il nuovo contratto dei dipendenti statali

La firma apposta sull’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto delle Funzioni centrali rappresenta una svolta di portata storica per tutto il panorama del pubblico impiego in Italia. Per la prima volta, infatti, un accordo di questa natura viene sottoscritto all’unanimità nel corso del suo stesso periodo di vigenza, coprendo il triennio […]

10/06/2026