
Torino celebra Bea e Stefania – La cittadella di Falchera dedicata alla ‘bimba di pietra’ e alla sua mamma
Inaugurata in via degli Ulivi la Cittadella della NIDA: un centro di accoglienza e sport nato per trasformare il dolore in supporto concreto per le malattie rare.
Il centro sportivo di via degli Ulivi 11 ha vissuto una trasformazione simbolica e funzionale di profonda rilevanza sociale. Con una cerimonia ufficiale, la struttura è stata intitolata alla memoria di Beatrice Naso e di sua madre Stefania, diventando ufficialmente la “Cittadella Bea e Stefania”. L’iniziativa, promossa dalla Nazionale Italiana dell’Amicizia (NIDA), segna il passaggio da un ambizioso desiderio di solidarietà a una realtà concreta radicata nel territorio della Circoscrizione 6.
L’intitolazione non rappresenta solo un omaggio alla “bambina di pietra” e alla madre scomparse a pochi mesi di distanza, ma definisce la missione futura dell’area. Oltre ai campi da gioco, la Cittadella si sta arricchendo di una nuova palazzina, i cui lavori di costruzione sono stati mostrati durante l’inaugurazione.
L’edificio ospiterà spazi polifunzionali specificamente progettati per offrire assistenza, sollievo e attività ricreative ai bambini affetti da malattie rare e alle loro famiglie, spesso costretti ad affrontare lunghi periodi di isolamento e difficoltà logistiche.
La genesi del progetto risale al 2013, anno dell’incontro tra l’associazione e la piccola Bea, evento che ha dato il via a un decennio di impegno negli ospedali e collaborazioni sociali. Il presidente della NIDA, Walter Galliano, ha ripercorso le tappe di questo cammino, sottolineando come l’opera sia frutto di una tenacia che ha dovuto fare i conti con ostacoli burocratici e un sensibile aumento dei costi dei materiali.
Nonostante la complessità del contesto istituzionale ed economico, l’obiettivo di creare un presidio di inclusione è rimasto prioritario, permettendo di trasformare un’area urbana in un punto di riferimento per la comunità.
La giornata ha vissuto momenti di forte intensità emotiva con la testimonianza della famiglia di Stefania e Bea.
È emersa la volontà di onorare una promessa fatta anni fa: realizzare uno spazio aperto a tutti, capace di accogliere le fragilità senza alcuna esclusione.
Il valore dell’opera è stato riconosciuto dai rappresentanti di Comune, Regione e Circoscrizione presenti al taglio del nastro.
Le autorità hanno evidenziato come la Cittadella rappresenti un esempio virtuoso di riqualificazione sociale, dove il trauma personale viene canalizzato in una risorsa collettiva capace di generare servizi essenziali per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Ma, la sfida della NIDA non può dirsi conclusa: la palazzina dedicata ai servizi per le famiglie rimane un’opera in fase di completamento. L’evento di via degli Ulivi ha però confermato la solidità di un progetto che continua a crescere, sostenuto da una rete di solidarietà decisa a rendere pienamente operativa questa nuova isola di accoglienza torinese.
Foto di gruppo della giornata di inaugurazione