
Torino – Medicina, il semestre ‘filtro’ spaventa gli studenti. A Torino netto calo degli iscritti
È iniziato con una partecipazione più contenuta rispetto allo scorso anno il nuovo semestre filtro per gli aspiranti medici, veterinari e odontoiatri dell’Università di Torino.
Martedì 1 settembre circa 2.900 studenti hanno preso parte alle lezioni al polo di Medicina di via Chiabrera, circa 250 in meno rispetto ai 3.153 dell’anno precedente. Nel frattempo sono aumentati i posti disponibili per Medicina, passati da 547 a 575.
Il nuovo sistema, introdotto per sostituire il tradizionale test d’ingresso, prevede tre mesi di preparazione su chimica, fisica e biologia. Le lezioni si svolgeranno in presenza durante settembre e successivamente online, con attività distribuite tra mattina e pomeriggio. Al termine ci saranno gli esami, il cui primo appello è stato spostato al 10 dicembre, così da concedere agli studenti circa venti giorni aggiuntivi per prepararsi.
Anche le possibilità di superare la selezione sono leggermente aumentate: a Medicina si passa dal 24 al 27%, a Veterinaria dal 23 al 25% e a Odontoiatria dal 15 al 17%.
Secondo Ezio Ferroglio, direttore del Dipartimento di Scienze veterinarie, il secondo anno del semestre filtro potrebbe essere affrontato con maggiore consapevolezza. «Tutto si è svolto regolarmente – ha dichiarato al Corriere ella Sera – “gli studenti sapevano già cosa aspettarsi». Il docente si dice fiducioso e sottolinea: «Sono ottimista, penso che questa volta andrà meglio per due motivi. Avranno più tempo per preparare l’esame e poi il semestre filtro non è più una novità, l’anno scorso era stato un assalto alla diligenza pensando che in qualche modo si sarebbe riusciti a entrare, mentre ora hanno capito che se non si studia non si passa». Il suo suggerimento è «iniziare a prepararsi fin dal primo giorno, altrimenti tre esami insieme sono difficili da superare».
L’Università parla inoltre di una scelta più ponderata da parte degli iscritti. Ma il sistema continua a suscitare proteste. A Torino il movimento Cambiare Rotta ha organizzato un flash mob contro la selezione, esponendo lo striscione «Abolire il numero chiuso! Servono medici non bombe». Gli studenti contestano un meccanismo che, a loro giudizio, mantiene di fatto il numero chiuso mentre il Servizio sanitario nazionale deve fare i conti con la carenza di personale.