Torino – Piemonte a fuoco, il dramma degli agricoltori canavesani: coltivazioni e boschi distrutti

13/07/2026

La situazione degli incendi in Piemonte sta gradualmente migliorando grazie alle piogge degli ultimi giorni, ma il bilancio resta estremamente pesante. La Regione ha definito quanto accaduto una «catastrofe ecologica»: si stima infatti che tra 800 e 900 ettari di bosco siano stati distrutti dalle fiamme, con circa 700mila alberi andati perduti. Per affrontare l’emergenza è stato convocato un tavolo regionale dedicato non solo agli incendi, ma anche alla siccità che da settimane interessa il territorio.

I roghi hanno colpito diverse aree del Piemonte, coinvolgendo le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola. Sebbene la situazione sia più stabile, rimangono alcuni focolai attivi e continuano le operazioni di bonifica. Le alte temperature, la prolungata assenza di piogge, il vento di Foehn e, in alcuni casi, i fulmini dei recenti temporali hanno favorito la nascita e la diffusione degli incendi.

L’imponente mobilitazione di oltre 500 operatori ha evitato conseguenze ancora più gravi, impedendo che le fiamme raggiungessero altri 3.500 ettari di bosco e numerosi centri abitati. Nonostante ciò, il recupero dell’ambiente richiederà tempi lunghi: serviranno alcuni anni per la ricrescita della vegetazione e diversi decenni perché i boschi tornino alle condizioni originarie.

Si contano i danni

Gli incendi che hanno colpito il Canavese e altre aree del Piemonte hanno lasciato dietro di sé un paesaggio devastato, mettendo in grave difficoltà il settore agricolo e zootecnico. Per molti allevatori e agricoltori la distruzione di pascoli, terreni e boschi rappresenta non solo un danno economico, ma anche una ferita profonda a un territorio che da sempre vive del rapporto con la natura. Le vaste distese di vegetazione sono state sostituite da cenere, alberi bruciati e terreni completamente anneriti, trasformando zone un tempo verdi in scenari di desolazione.

L’intervento dei soccorritori ha consentito di salvaguardare abitazioni e centri abitati, evitando che l’emergenza provocasse vittime o evacuazioni di massa. Sebbene il pericolo non sia ancora del tutto superato e alcuni focolai restino sotto controllo, la situazione appare in graduale miglioramento.

Il territorio colpito porta però i segni di una delle più gravi emergenze ambientali degli ultimi anni. Il recupero richiederà tempo e ingenti risorse, mentre le comunità locali cercano di ripartire dopo aver visto andare in fumo una parte importante del proprio patrimonio naturale ed economico. La speranza è che, grazie alla solidarietà e all’impegno di istituzioni, volontari e cittadini, queste aree possano lentamente tornare a vivere.

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