Torino Pride, un altro successo ‘pazzesco’ – Città invasa da colori: in 160mila sfilano in centro

07/06/2026

Il Torino Pride 2026 ha registrato una partecipazione straordinaria, un’importante anticipazione dell’Europride che Torino ospiterà nel 2027.

Dal palco di piazza Vittorio Veneto, le coordinatrici della manifestazione, Margherita Anna Jannon e Chiara Tarantello, hanno annunciato con entusiasmo: «Siamo 160 mila!». Il dato è arrivato mentre il corteo era ancora in corso, con migliaia di persone e numerosi carri che dovevano ancora completare il percorso, confermando la portata eccezionale della manifestazione.

La parata ha preso il via nel pomeriggio dal Parco del Valentino e ha attraversato il centro cittadino fino a raggiungere piazza Vittorio Veneto in serata. Per oltre cinque ore, una lunga onda di colori, musica, striscioni e bandiere ha animato le strade torinesi. L’evento ha inevitabilmente causato rallentamenti alla circolazione e disagi per alcuni automobilisti, ma il messaggio principale della giornata è rimasto quello della visibilità, dell’inclusione e della difesa dei diritti della comunità LGBTQIA+.

Alla manifestazione hanno aderito numerose realtà del territorio: associazioni, sindacati, partiti politici, enti culturali e istituzioni accademiche come l’Università e il Politecnico. In prima fila era presente anche il sindaco Stefano Lo Russo, affiancato da altri amministratori dell’area metropolitana, a testimonianza del sostegno delle istituzioni locali. Lo stesso primo cittadino ha ribadito il ruolo di Torino come città aperta e attenta ai diritti civili.

Tra gli ospiti più attesi figurava Ambra Angiolini, accompagnata dalla figlia Jolanda Renga. Salendo sul palco ha lanciato un messaggio forte: «Il concetto di normalità mi fa schifo perché la normalità è sinonimo di Vannacci, mi fa paura. Oggi è importante essere qui», sottolineando il valore dell’unità e della partecipazione collettiva. L’artista ha inoltre promesso di tornare per l’Europride del prossimo anno e ha coinvolto il pubblico esibendosi con il celebre brano «Ti appartengo».

Molto applaudito anche l’intervento di Vladimir Luxuria, che ha invitato simbolicamente i presenti a scambiarsi un bacio per «mandare una cartolina a Roberto Menia», aggiungendo: «A noi non ci fanno paura i baci, ma i saluti romani». Il suo discorso ha richiamato l’attenzione sui temi dell’inclusione e del contrasto alle discriminazioni.

Un momento significativo è stato inoltre il saluto rivolto all’Agesci, presente al Pride dopo le recenti aperture verso educatori ed educatrici omosessuali e transgender, interpretate come un segnale di dialogo e cambiamento.

La giornata si è conclusa in un clima di festa e partecipazione, lasciando l’immagine di una città unita e già proiettata verso il grande appuntamento del 2027.

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