
Torino – Rossi-Valle (PD): “Gimbe certifica il ritardo del Piemonte in Sanità: ecco i numeri che smentiscono la Giunta Cirio, serve un cambio di passo immediato”
Torino – Rossi-Valle (PD): “Gimbe certifica il ritardo del Piemonte in sanità: ecco i numeri che smentiscono la Giunta Cirio, serve un cambio di passo immediato”
“I dati presentati da Fondazione Gimbe a Torino fotografano con chiarezza un ritardo strutturale del Piemonte su tre pilastri fondamentali della sanità territoriale e digitale. Non si tratta di opinioni, ma di numeri ufficiali che smontano, una volta per tutte, la narrazione della Giunta Cirio”.
Lo dichiara Daniele Valle, Vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte.
Tre indicatori, tre criticità evidenti:
•Fascicolo sanitario elettronico (FSE): in Piemonte solo il 34% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione, contro una media nazionale del 45% e regioni come l’Emilia-Romagna al 93%.
“Siamo nelle retrovie in Italia – sottolinea Valle – e questo significa minore integrazione dei dati sanitari, meno efficienza e più difficoltà per cittadini e operatori”.
•Case della Comunità: appena il 5,2% è dotato di presenza medica e infermieristica, a fronte di una media nazionale del 3,9% con presenza e 12,8% senza presenza strutturata, segno di un sistema ancora largamente incompleto.
“In Piemonte si costruiscono contenitori, ma non si garantiscono i servizi: senza personale le Case della Comunità restano sulla carta” aggiunge il consigliere Regionale, Domenico Rossi.
•Carenza di medici di medicina generale: al 1° gennaio 2025 si stimano 463 medici di base mancanti, tra i livelli più alti in Italia.
“Questo dato ha conseguenze dirette sui cittadini – evidenziano Rossi e Valle – con sempre più persone senza medico di riferimento”.
“Questi tre situazioni – proseguono i dem – raccontano una stessa storia: la sanità territoriale piemontese è in ritardo su digitalizzazione, servizi e personale. Ed è il risultato di anni di programmazione insufficiente e scelte sbagliate”.
“Il dato più preoccupante è che sono dati noti da anni, siamo di fronte a un trend negativo, su cui la Giunta invece di intervenire continua con la propaganda. Sul Fascicolo sanitario elettronico non basta attivare piattaforme: servono campagne serie di adesione, coinvolgimento dei medici e fiducia dei cittadini. Sulle Case della Comunità si è puntato più sugli annunci che sulla loro operatività. Sui medici di base si è arrivati impreparati al ricambio generazionale. Questi dati confermano che la sanità territoriale non è stata una priorità della Giunta Cirio. Servono investimenti, programmazione e soprattutto personale. Senza medici e infermieri, qualsiasi riforma resta incompiuta”.
“Di fronte a questo quadro – concludono Valle e Rossi – non servono giustificazioni ma un cambio di passo immediato: rendere operative le strutture esistenti, rafforzare la medicina territoriale e costruire un piano straordinario per il reclutamento dei medici. Il Piemonte non può permettersi di restare indietro”.