
In Italia è boom delle coppie ‘Dink’: 2 stipendi e nessun figlio. “Colpa anche del costo della vita”
In Italia continua a diminuire il numero delle nascite e il fenomeno della denatalità appare sempre più evidente. I dati diffusi dall’Istat mostrano infatti un costante calo dei nuovi nati: nel 2023 sono stati registrati 379.890 bambini, con una diminuzione del 3,4% rispetto all’anno precedente. Anche il 2024 conferma questa tendenza negativa. Nei primi sette mesi dell’anno si contano circa 4.600 nascite in meno rispetto allo stesso periodo del 2023, segnale di una crisi demografica che non accenna a fermarsi.
Scende inoltre il numero medio di figli per donna. Nel 2022 il tasso di fecondità era pari a 1,24 figli, mentre nel 2023 è sceso a 1,20. Le stime provvisorie relative ai primi mesi del 2024 indicano un valore molto simile, pari a 1,21. Rispetto al 2008, il numero complessivo delle nascite in Italia si è ridotto di circa 200mila unità, evidenziando un cambiamento profondo nella società e nelle scelte familiari degli italiani.
Tra le cause principali del fenomeno viene indicato il crescente costo della vita. Mantenere un figlio fino alla maggiore età può richiedere una spesa stimata attorno ai 175mila euro, cifra che spinge molte coppie a rinunciare alla genitorialità o a posticiparla. In un contesto caratterizzato da stipendi bassi, precarietà lavorativa e difficoltà economiche, sempre più persone preferiscono investire tempo e risorse su carriera, benessere personale e stabilità economica.
Negli ultimi anni si è infatti diffuso anche in Italia il modello delle coppie “Dink”, acronimo inglese di Double Income No Kids, cioè famiglie con due redditi ma senza figli. Si tratta di persone che scelgono consapevolmente di non diventare genitori per concentrarsi sulla vita di coppia, sui viaggi, sugli interessi personali e sugli obiettivi professionali. Questo stile di vita, già molto diffuso nei Paesi anglosassoni, sta crescendo anche nel nostro Paese.
A conferma del cambiamento culturale, esiste persino una ricorrenza dedicata a chi decide di non avere figli: l’International Childfree Day, celebrato il primo agosto. Secondo il report Istat “Famiglie, soggetti sociali e ciclo di vita”, il 45,4% delle donne tra i 18 e i 49 anni sceglie di non avere figli, mentre il 22,2% dichiara di non voler diventare madre né nell’immediato futuro né successivamente. Per il 17,4% delle intervistate, la maternità non rientra proprio nei propri progetti di vita.
Tendenze simili emergono anche all’estero. In Inghilterra e Galles, un sondaggio realizzato da YouGov nel 2020 mostrava che oltre la metà delle persone tra i 35 e i 44 anni non aveva figli e non aveva intenzione di averne. Anche negli Stati Uniti le famiglie childfree sono aumentate sensibilmente negli ultimi anni.